
©babele editore 2024

Introduzione
La storia della tartaruga Kora è un ottimo spunto per proporre ai bambini alcuni giochi corporei e musicali. Gli animali coinvolti nella storia e alcune scene del racconto sono ideali per offrire loro uno stimolo ludico che sia anche utile dal punto di vista dello sviluppo psicomotorio.

Il gioco libero è lo strumento principale attraverso cui i bambini crescono, acquisendo conoscenza di sé stessi e del mondo che li circonda, facendo esperienza delle risorse e dei limiti del loro corpo in relazione allo spazio e ad altri corpi/oggetti, sperimentando la possibilità di sbagliare e riprovare tante volte. I giochi proposti di seguito prendono spunto da una tecnica artistica specifica (la danzamovimentoterapia espressivo-relazionale®), che promuove l'utilizzo del corpo in risposta alla musica per favorire da una parte l'integrazione delle fasi di sviluppo motorie infantili, dall'altra l'espressività e la creatività attraverso il linguaggio non verbale. Il gioco avviene in una cornice semi-strutturata nella quale la consegna, data dall'adulto, costituisce un minimo vincolo all'esplorazione corporea svincolata sia dal giudizio che dall'obiettivo performante.
L'adulto presente deve essere sempre un adulto che gioca attivamente, al di là del suo ruolo. Il genitore, l'insegnante o l'educatore direttamente coinvolto nella gestualità, nel ritmo della danza e nella dinamica corporea sarà il punto di riferimento fondamentale per la buona riuscita del processo creativo. Egli avrà un duplice ruolo, cioè quello di proporre la consegna e fare in modo che non vi siano disconnessioni da essa che pregiudichino l'esperienza individuale e di gruppo, ma anche di immergersi nell'esplorazione corporea suggerita dalla consegna stessa. La cornice ludica dovrebbe sempre essere mantenuta affinché l'esplorazione spontanea e l'espressione di sé emergano e siano promotrici del processo evolutivo del bambino.
Le tre proposte corporee sono adatte ai bambini di ogni età, con qualche differenza in base alla fase di evoluzione motoria, che verrà specificata nelle descrizioni. Le descrizioni includeranno, oltre alla modalità di preparazione, presentazione e sviluppo del gioco, anche brevi cenni teorici su quali risorse corporee vengono impiegate in quella specifica esplorazione motoria.
Buon divertimento!
GLI ANIMALI
Parole-chiave: stop e via, lento e veloce, salto e corro Il gioco di immedesimarsi negli animali può essere un valido aggancio per stimolare gli schemi di coordinazione (che permettono all'essere umano di evolvere dal punto di vista motorio), le qualità del movimento e le catene muscolari. Il vincolo del gioco è dato dall'animale stesso che guida un determinato modo di utilizzare il corpo.

Una volta avviato un brano musicale, la dinamica ludica si sviluppa alternando due animali con dei semplici via e stop che l'adulto può dare con il battito delle mani o l'utilizzo di un tamburello. Si può partire dall'astuta volpe e chiedere ai bimbi coinvolti di riproporne i movimenti: la volpe si muove leggera, corre, muove la coda... Dopo qualche minuto di esplorazione il segnale dell'adulto indicherà che ci si deve fermare (lo stop) e si ripartirà con un animale diverso.
In questo caso l'animale che può attivare risorse differenti dalla volpe è il coniglio che salta a piedi uniti, tiene braccia e mani unite davanti a sé. Una volta esplorato anche il secondo animale si può giocare con l'alternanza tra il primo ed il secondo, che viene gestita dal segnale dell'adulto sempre utilizzando la tecnica di stop e via. Soprattutto per i bimbi dai 3 anni in giù è importante che il conduttore riproponga con il suo corpo i movimenti e le qualità dell'animale, in questo modo anche i bimbi più refrattari all'immedesimazione potranno essere partecipi anche solo con l'osservazione.

Ecco che quindi, dopo aver esplorato volpe e coniglio, possiamo proporre il riccio o la tartaruga (due animali che richiamano l'andamento lento, a quattro zampe) in alternanza alla ranocchia che salta con mani e piedi che toccano a terra.
Soprattutto se proposto a gruppi di bimbi e bimbe, sarebbe ideale che il gioco avvenisse in uno spazio comune e ben delineato fin dal principio, in modo che i piccoli partecipanti si possano osservare, contaminare nelle loro esplorazioni e che la musica possa essere ben udita da tutti. Se proponiamo il gioco ad una fascia di età sopra i 5 anni, possiamo concludere facendo scegliere ad ognuno l'animale che ha preferito e far ripartire tutti con l'animale preferito.

IL CERCHIO
Parole-chiave: centro, vicino e lontano, girare Lungo il racconto della tartaruga Kora ogni animale propone alla futura coppia genitoriale un consiglio per aiutare l'uovo a schiudersi. La volpe consiglia di stare lontano, mentre il riccio promuove la vicinanza e la rana vorrebbe saltare e ballare intorno. Quanti spunti per creare una danza in cerchio!

L'uovo può essere rappresentato da qualsiasi oggetto che viene posto al centro dello spazio di gioco e che diventerà il simbolo dell'attenzione collettiva focalizzata: aiuterà i bambini a strutturare lo spazio e intorno a esso si svilupperà la danza.
Proponiamo ai partecipanti di utilizzare lo spazio attraverso diverse sequenze, partendo dalla formazione in cerchio: andiamo tutti vicini all'uovo/oggetto, poi tutti lontani e alterniamo due o tre volte questo movimento che va dal centro alla periferia, andando simbolicamente ad attivare lo schema di coordinazione motoria di base e più arcaico. A questo punto possiamo aggiungere il movimento circolare, prima a destra e poi a sinistra (o solo a destra per i bambini che hanno appena iniziato a camminare).
Mantenere la forma del cerchio richiede ai bambini un impegno importante per quanto riguarda coordinazione e strutturazione dello spazio, quindi per agevolare la loro esperienza è utile proporre una sequenza sempre uguale accompagnata dallo stesso brano musicale. Meglio se, quest'ultimo, abbia delle strofe differenziate per ogni movimento e abbia un ritmo medio-lento.
Per i bimbi più piccoli, dal momento in cui camminano e fino ai 4 anni circa, possiamo proporre la danza tenendoci per mano; mentre con i bimbi più grandi ampliamo la danza con gesti delle braccia e delle mani. Se utilizziamo un gesto per ogni movimento li aiutiamo anche ad assimilare più facilmente la sequenza.
All'inizio e al termine della danza lasciamo libero spazio ai bambini di contattare l'oggetto, giocandoci tutti insieme.

LO SPECCHIO
Parole-chiave: osservare, imitare, insieme Dopo aver ascoltato i consigli di tutti gli animali, mamma tartaruga sceglie di attendere e, nell'attesa, osserva il suo uovo. Mi piace immaginare che Kora, al riparo nel suo guscio, senta l'accoglienza della mamma e che quindi trovi il coraggio e la forza di aprirsi al mondo.
Questo processo di emersione da sé è ciò che spesso osservo quando propongo il gioco dello specchio tra genitore e figlio, ma anche tra bimbi e bimbe della stessa età: il bimbo che sta conducendo il gioco, e che quindi ha il compito di proporre i movimenti al suo specchio, vive una forte esperienza di meraviglia e riconoscimento che lo porta a definire ed amplificare spontaneamente sempre di più i suoi movimenti.
Il gioco dello specchio varia molto, a seconda dell'età. Con i bambini dai 4 anni in su il compito dell'adulto è quello di spiegare come avviene la sua dinamica e fare una dimostrazione, ponendo l'accento sull'importanza di non utilizzare la parola e di proporre gesti e movimenti ripetibili (non troppo veloci, non troppo bruschi) perché l'obiettivo del gioco è quello di stare insieme nello stesso movimento. Allo stesso tempo lo specchio avrà il compito di osservare ciò che viene proposto e si impegnerà a riproporlo il più uguale possibile, ponendo un accento anche in questo caso sull'importanza dell'intenzione e non della riproduzione impeccabile.
Dopodiché darà il via alle danze attraverso l'utilizzo di un brano musicale che agevoli il movimento graduale, continuo e medio-lento. Sarà sempre l'adulto a far terminare il gioco e proporre il cambio di ruolo. L'utilizzo di un cerchio o di un segno a terra in cui si posiziona il bimbo-specchio può agevolare la comprensione della differenza di ruolo. La dinamica può avvenire sia a terra che in piedi, anche se più i bimbi sono piccoli e meglio è assecondare la loro predisposizione a vivere il livello basso dell'esperienza e quindi iniziare da seduti.
Lo scenario cambia completamente se proponiamo questo gioco alla fascia di età sotto i 4 anni. I bambini, infatti, sono ancora nella piena fase dell'egocentrismo che non permette loro, né dal punto di vista intellettivo né da quello motorio, di imitare l'altro (neanche il genitore, se non in brevi attimi eccezionali).

In questo caso la coppia dovrà sempre essere composta da un adulto (meglio se un genitore o una figura di riferimento) e un bambino: spieghiamo al bimbo semplicemente che da quando inizierà la musica la mamma/il papà faranno ciò che fa lui, diamo il via al brano musicale e mettiamoci totalmente al servizio dei suoi movimenti.
Non chiederemo ovviamente al bambino di stare in uno spazio preciso, ma lo seguiremo ovunque vada e nelle modalità da lui proposte. È importante che ciò avvenga senza parlare e che venga imitato ogni gesto, ogni posizione per qualche minuto: si crea così un'occasione unica di osservazione di connessione corporea. Durante la crescita del bimbo cerchiamo di ripetere questo gioco, inserendo di volta in volta momenti di reciprocità in cui egli avrà il ruolo dello specchio, così da arrivare a rispecchiarsi anche per un paio di minuti di fila.
CONTENUTO EXTRA

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